Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Anno 2062. Il cubeletto alla conquista dello spazio.

 

cubeletti-canepa1862

 

I miei cari pasticceri preferiti
che gestiscono lo storico
Caffè Pasticceria Canepa,
presente a Rapallo dal 1862,
non hanno compreso una cosa importante
che consiglio loro da tempo.
Nella mia visione,
occorre togliere lo zucchero dal bancone.
Zucchero normale, zucchero di canna,
dolcificante:
via tutti.
Ho provato a suggerirlo più volte
ma loro non ci sentono proprio:
“Sergio, sei matto?
Perché vuoi eliminare lo zucchero?”

Ora scrivo il motivo,
così non ci sono più dubbi.

Prima di tutto,
sarebbe il primo caffè al mondo
a non avere lo zucchero.

Magari qualche Cliente
può restare lievemente disorientato,
oppure amareggiato…
Qualcuno ci può rimanere anche male.
Comunicando con gentilezza, simpatia
e con il dovuto anticipo,
il motivo di questa decisione rivoluzionaria,
i Clienti inizialmente smarriti
saranno presto ritrovati
e moltiplicati
in modo esponenziale.

Il caffè ha un gusto amaro.
Abituarsi al caffè naturalmente amaro
ti fa comprendere
il vero gusto del caffè.

Il sapore e l’aroma autentico.

Abbinare al caffè amaro un pasticcino,
un piccolo dolce creato ad arte da Canepa
innesca un contrasto memorabile,
che, come direbbe Guido,
(la cui bottega è proprio a 20 metri da qui)
fa strabuzzare le papille gustative.

Questo contrasto amaro/dolce
mantiene l’integrità dei due elementi
fondendoli insieme nel palato
in modo estatico e memorabile.

Zuccherare il caffè
e quindi addolcire il liquido
sminuisce la voglia
di accompagnare il caffè con un dolce.
Voglia che diventa impellente
grazie a questo stratagemma.

Che obiettivo hanno
i miei cari pasticceri preferiti?

Distribuire quintali di zucchero
a piccole dosi,
zucchero che neanche producono,
oppure creare un’esperienza sensoriale
all’interno del loro locale?

Il simbolo Yin Yang
manifesta nel profondo
la forza delle opposte qualità,
denso e liquido
positivo e negativo,
caldo e freddo,
lento e veloce.
Il perfetto equilibrio
del bianco e del nero
è inserito entro un cerchio
con campiture bilanciate ad arte.
Ancora oltre:
nel bianco si staglia un punto nero
e nel nero si staglia un punto bianco.

Nessuna sfumatura, perfetta integrità.

Anno 2062
Bicentenario della fondazione
della Pasticceria Canepa.

Un Cliente si materializza nel locale
in una sorta di ologramma
con la sua tuta spaziale aurea.

Chiede un caffè puro
insieme a un bacio di dama
da consumare al banco.

Immancabile poi
la mitica confezioni di cubeletti
da portare all’astronave madre,
alle porte di Tannhauser.

Di mamma ce n’è una sola.

Paga con microchip inserito nell’iride
ed esclama con la cocina genovese
perfettamente modulata
dal sistema di traduzione empatica:

“Complimenti, siete l’unico bar
dove si gustano ancora Delizie
che noi Galattici
non possiamo neanche immaginare.”

Sergio Bianco

 

 

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