Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

L’idea che sboccia come un fiore di loto nel fango.

 

figlie-biro

 

Il nome Larmony,
presentato nell’articolo pubblicato ieri,
identifica una giovane Impresa specializzata
in architettura acustica ambientale.

Paradossalmente il Nome,
creato in virtù dei codici della Logogenesi,
è scaturito in un bar dall’acustica micidiale.
Per comprendere le parole
della persona che avevo di fronte
dovevo decifrare il labiale.
Così, in quella situazione
estremamente chiassosa e disarmonica
ho inventato ciò che mancava:
Larmony.
Affinità o contrasto.
Sono queste le leve
che determinano l’attrazione delle persone
e il magnetismo delle idee.

Mi piace pensare che,
per inventare, occorra possedere
qualla magica tensione di leggera sofferenza
che ti porta ad accorgerti
degli eventi sincronici,
non appena si manifestano,
fino ad arrivare quasi a provocarli.

Andiamo al parco.
Nel 1935 il giornalista ungherese Birò
osserva dei bambini
intenti a giocare a biglie.
Le biglie rotolano in una pozzanghera
e uscendone fuori
lasciano una scia di fango nitida e omogenea.
Birò si illumina
e inventa un nuovo sistema di scrittura:
inserisce una sfera
sulla punta della penna
mettendola a contatto
con un inchiostro fluido
a garanzia di un tratto più scorrevole.
Nasce così la penna Biro
la prima penna a sfera brevettata a Parigi nel 1938.
Per la cronaca, nel 1945 Birò vende il brevetto
al barone Marcel Bich
che lancia la penna BIC,
la più venduta al mondo.
Ma questa è un’altra storia.

Il senso dell’articolo di oggi
riguarda la ricerca continua dell’idea.
Quell’idea che ancora non si manifesta
e ti accompagna giorno e notte.
Quella idea che nasce per contrasto,
in un bar affollato
nella più totale confusione sonora.
Oppure quell’idea che,
in modo sincronico,
sboccia nel parco, tra il vociare dei bambini,
come un fiore di loto
in mezzo al fango.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

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