12 Novembre 2019 - Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

Il mantra della futura moglie di Renoir sussurrato al cane.

 

Renoir-Wolff

 

Riguardo al quadro di Renoir
intitolato “Busto femminile al sole”,
(ne vediamo un particolare)
esposto attualmente
al Musèe d’Orsay di Parigi,
il critico d’arte Albert Wolff,
nell’anno 1876, scrisse sul Figaro:

“Bisogna spiegare al Signor Renoir
che il busto di una donna
non è un pezzo di carne in decomposizione,
con macchie verdi violacee
che denotano
lo stato di putrefazione di un cadavere”.

A.W. Le Figaro-1876.

Oggi, alle soglie dell’anno duemilaventi,
per un capovolgimento del destino,
Wolff è un illustre semi-sconosciuto,
noto solo per questa sua uscita,
a differenza di Renoir le cui opere
sono esposte nei Musei di tutto il mondo.

Marcello Romano,
è un Cliente visionario
che, nello scorso millennio,
mi ha affidato l’incarico di creare il Logo
della sua Impresa Immobiliare
(la loggia degli ingegni)
Oggi Marcello, amico consolidato nel tempo,
mi ha scritto questo messaggio da Washington.

“Vedere dal vivo
la colazione dei canottieri di Renoir
è indescrivibile.”

 

Renoir-colazione-canottieri

 

La parola indescrivibile, paradossalmente,
descrive meglio di ogni altro termine
poiché lascia spazio a qualsiasi intuizione
o  immaginazione.

Il quadro “La colazione dei canottieri”
è stato dipinto da Renoir nel 1881.
Nel 1881 nasce Picasso,
Edison inventa la lampadina,
Collodi pubblica Pinocchio.
1881 è un palindromo,
l’anno del ribaltamento.

Il Numero 1881,
nella visione del Metodo Logogenesi
è una linea verticale,
seguita da quattro cerchi
disposti a quadrato
e da un’altra linea verticale di chiusura.
Una clessidra doppia
che scandisce tempi paralleli
non necessariamente uguali.

INGEGNI,
la parte terminale delle tre chiavi
presenti nel Simbolo Romano
è un termine palindromo:
si legge nei due sensi.

Ritornando al quadro dei canottieri di Renoir,
nel primo tavolo a sinistra
è seduta la donna che sussurra al cane.

Cosa gli dice?

Mi piace pensare che
gli altri tredici protagonisti ritratti nel quadro,
per un caso sincronico di silenzio
abbiano sentito distintamente
le parole che la donna
sussurra in francese al proprio cane.
Lei è Aline Charigot,
futura moglie di Renoir.
Le parole affettuose,
sussurrate come un mantra al suo cane,
guardandolo dritto negli occhi, sono:
“Bisogna spiegare al signor Wolff…”

E il cane, a modo suo, risponde:
Wolff, Wolff, Wolff…

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

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