Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Isadora Duncan. il nodo infinito dell’amore e della mors

Isadora-Duncan

 

Amore deriva dal latino a-mors,
ovvero, senza morte.
L’Amore contiene, quindi,
il principio e il fine dell’eternità.
In francese, la frase
“Je vais à l’Amour”
significa essere innamorata,
oppure, in senso più pragmatico,
significa andare
per unirsi alla persona amata.

“Je vais à l’Amour”
è stata l’ultima frase
pronunciata da Isadora.

Isadora Duncan,
danzatrice rivoluzionaria,
ha infranto regole di costume
e di movimento.
A piedi nudi è il suo modo di essere
e di apparire sulla scena.
Quella scena che Lei calca in modo diretto,
senza corsetti e senza scarpe.
Gli abiti di scena di Isadora Duncan
sono gli abiti che ama nella vita:
veli, sciarpe sottili e avvolgenti
che fluttuano nell’aria,
in armonia con il movimento,
la sinuosità, la dinamica
e il fluire della bellezza.

Isadora Duncan è celebrata al Mart
di Trento e Rovereto,
nella Mostra intitolata
“Danzare la rivoluzione.
Isadora Duncan e le arti figurative in Italia
tra Ottocento e Avanguardia.”

Sono esposte oltre 170 opere
tra dipinti, sculture, documenti e foto.
L’esposizione esalta
la liberazione del corpo femminile
e l’influenza ispiratrice di Isadora,
icona carismatica
e Musa di future danzatrici,
di artisti e maestri internazionali.

In uno dei quadri esposti,
Isadora Duncan
è immortalata mentre danza
sulla spiaggia di Viareggio
avvolta da una seta rossa.

Quella seta è il nodo infinito
che chiuderà il ciclo della sua vita.
Vita travagliata,
costellata di dolore e gioia,
luce ed ombra,
successo e declino.
Vita che unisce la tragedia
con l’ironia della sorte.

Nizza, 14 settembre 1927,
promenade des Anglais.
Isadora Duncan
saluta un gruppo di ammiratori
e sale sulla Bugatti a cielo aperto
del suo amico Benoit Falchetto.

Saluta con le sue ultime parole famose:
“Je vais à l’Amour”…
La sciarpa rossa svolazzante di Isadora
resta intrigata nella ruota della Bugatti.
La danzatrice resta senza fiato,
strozzata mentre pronuncia la parola
che significa l’esatto contrario:
a-mors.

La ruota della sfortuna
o della fortuna,
esiste ed è sempre calibrata
con l’intenzione profonda,
il senso orario o antiorario,
verso la vita o verso la morte,
che scegli di imprimere alla tua esistenza.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

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