26 Marzo 2020 - Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

La decomposizione pittorica di Hieronymus Bosch

 

H.Bosch

 

Nelle complesse opere
di Hieronymus Bosch,
pittore olandese
nato intorno al 1450,
la composizione
è un pretesto per mostrare
la decomposizione.

È una decomposizione
che rivela, nei minimi dettagli,
la triturazione
del corpo e dello spirito.
La decomposizione
si manifesta nei meccanismi
diabolici e perversi
che torturano l’essere umano
infliggendo le sofferenze più crudeli.

Se i quadri,
per quello che rappresentano,
fossero olfattibili,
le opere di Bosh
sarebbero inavvicinabili
per l’odore nauseante
di cui sono impregnate.

In compenso,
le opere di Bosch
sono cesellate
con fantasia inquietante,
perizia pittorica assoluta
e tecnica pienamente dominata.
Si tratta quindi di un genio diabolico.

Ho ricevuto il libro
che racchiude l’opera completa
di Hieronymus Bosch
curato da Stefen Fischer,
editore Taschen.
È un libro imponente di 300 pagine
con immagini che esplorano
l’insieme dei quadri
e i particolari ingranditi.

Il libro
esordisce con queste parole:
“un mostro dalle sembianza di uccello
che divora i peccatori,
corpi nudi contorti in posizioni tantriche,
un paio di orecchie
che brandiscono una lama affilata:
attraverso dettagli inquietanti
e bizzarre composizioni,
il visionario Bosch. ha suscitato nei secoli
un’attrazione costante”…
(S. Fischer)

Ebbene,
nella mia visione,
quello che preoccupa
è proprio l’attrazione.
Io stesso ho acquistato il libro
poiché ne ero
e ne sono tuttora affascinato.

Non solo.
Ho avuto la malsana idea
di tenere il libro aperto
su un cavalletto di legno.
Così, per qualche giorno,
senza schermatura adeguata,
ho vissuto
di fronte al trittico aperto
del giudizio universale
con tutta la sua vibrazione
negativa e disturbante.

In questi giorni, proprio io
ho scritto articoli
sulle vibrazioni positive
o negative dei simboli,
sui suoni armoni o cocofonici
e su quanto le vibrazioni
negative e distorte
influiscano sul nostro umore,
sulle nostre decisioni
e sulla nostra salute
poiché ci rendono fragili
e facilmente attaccabili.

Ora, che mi sono accorto
di questo particolare non trascurabile,
ho posto rimedio
e il libro di Bosch è accuratamente chiuso
nei ripiani della libreria.
In casa ci sono i quadri
che appartengono alla serie
“La Forza della non gravità”
e sul leggio di legno
ho piazzato un libro
aperto su un cielo blu di Mirò.

Questo quadro di Mirò
è in perfetta armonia con il vento
forte che sta spazzando le nubi.
Il profumo di questo quadro
è quello della primavera.
La Primavera non sa nulla di Bosch
e le sue gemme, ora, iniziano a fiorire.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

 

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