Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

La distanza tra le lettere determina l’armonia del Lettering.

 

Distanza-lettere-Lettering

 

È l’aria che alimenta il fuoco.
Senza l’aria,
il fuoco perde la sua forza vitale
e si spegne.
L’aria, per Giulietta e Romeo,
era la distanza,
quella distanza che li rendeva vicini.
L’aria era il destino
che li voleva contrapposti
e che accresceva, invece,
il loro desiderio
e la loro volontà di unirsi.
L’aria è anche la notte,
evocata con ripetuta intensità da Shakespeare,
spazio immenso
creato per far risplendere le stelle.

Ho dato questa enfasi alla distanza
per far comprendere l’importanza dello spazio
tra una lettera e l’altra.
Nel metodo Logogenesi, la distanza tra le lettere
ha un nome:
è lo spazio azzurro.
Quando dico: “occhio agli spazi azzurri”
significa quindi calibrare alla perfezione
le alternanze tra le singole lettere
del bianco e del nero,
del pieno e del vuoto.

Tra la R di Romeo e la G di Giulietta
c’è quindi uno spazio azzurro.

Lo spazio azzurro è uno spazio variabile
che può essere regolato soltanto
da un occhio sensibile.

Lettere con aste verticali, si tengono separate.
Due lettere V si devono quasi sovrapporre
per attenuare il buco a destra della prima lettera
e a sinistra della seconda lettera.

La L maiuscola in alcuni casi si può unire
alla grazia inferiore sinistra della A.
La doppia T si unisce solo in casi particolari
poiché può evocare il P Greco.

La L, a volte,
deve essere accorciata nel tratto orizzontale,
soprattutto quando è doppia.

Le lettere tonde devono essere modulate
in base alle mancanze superiori e inferiori
derivanti dalla forma circolare.

Il computer,
nella composizione del testo,
offre una distanza standard
tra le lettere.
Una distanza pratica,
utile e riposante per l’occhio,
intento nella lettura.
Ma, quando la singola parola
viene promossa a titolo
oppure viene eletta a Lettering,
è necessario intervenire
in modo approfondito.
Occorre trasformare
il testo in traccia contorno
e calibrare le distanze,
valutando le lettere singole
e soprattutto
l’armonia complessiva della parola.

Paradossalmente,
se Giovan Battista Bodoni in persona
vedesse certi titoli o lettering
di Imprese contemporanee,
composti malamente
con il suo stesso carattere,
senza variazione
o intervento sugli spazi azzurri,
non sarebbe certo soddisfatto del risultato.
Utilizzare il Bodoni
senza conoscere la distanza tra le lettere
e il potere comunicativo
degli spazi azzurri
è come vestirsi da Federer
senza averne il rovescio
e neanche il diritto.

A proposito.
La distanza, nel tennis, è fondamentale.
Mai stare troppo attaccati alla pallina
per utilizzare al meglio
la leva armonica
del braccio e della racchetta.

Così è nell’Amore e anche nella vita.

Sergio Bianco, Logogenesi.

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