Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

La memoria e la cancellazione della pergamena

 

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In tempi non troppo remoti,
prima dell’anno 1448,
la stampa non esisteva.
In quell’epoca,
scandita dai ritmi del sole,
i libri venivano ricopiati a mano
da studiosi, esperti calligrafi,
e frati certosini
benedetti da pazienza infinita.

Qui, ad esempio, è raffigurato
lo studio di San Gerolamo,
biblista vissuto dal 347 al 419.
Il capolavoro pittorico che lo ritrae,
conservato alla National Gallery di Londra,
è stato dipinto da Antonello da Messina
nell’anno 1474.

Prima dell’avvento della stampa,
se, per caso sincronico,
ti capitava tra le mani un libro raro,
c’era una cosa da fare
molto più semplice che ricopiarlo:
impararlo a memoria.

Paradossalmente,
per il principio dei vasi comunicanti
la memoria dei nostri computer
è cresciuta sempre più
riducendo in modo proporzionale
la capacità della nostra mente
di immagazzinare ed elaborare dati.
La memoria virtuale
ha ridotto anche il desiderio di sapere
e di comprendere, all’interno di noi stessi,
una pur limitata conoscenza.

“A cosa serve sapere,
pensano alcuni superficiali
se puoi avere la risposta in un click?”

Tornando all’epoca degli amanuensi,
oltre alla difficoltà di ricopiare un testo,
in alcuni casi, veniva a mancare
il supporto primo:
la pergamena.

Accadeva, ad esempio, che un viaggiatore
giungesse in un monastero con un testo raro.
Un testo unico, da copiare in tempi brevi,
prima della partenza del proprietario del libro.
Oppure si manifestava un pensiero
o una teoria filosofica
che valesse la pena scrivere,
fermare, cristallizzare.

In mancanza di pergamena, e quindi di spazio,
esisteva il mestiere del “cancellatore”.
Ebbene, in ogni dominio,
dal tennis all’arte del cubeletto,
dalla potatura dei gerani, al respiro,
ci sono sempre i Maestri.
Anche nel dominio della cancellazione
c’era chi cancellava
in modo maldestro
e chi cancellava da Dio,
facendo saltare gli inchiostri
con lama radente e affilata
senza ferire o graffiare la pergamena.
In questo modo la pergamena
poteva essere nuovamente vergata
come fosse vergine.

Poco fa, nella prima riga,
ho commesso un errore di battitura
e ho rimediato con un comando da tastiera:
una cancellazione istantanea.

Oggi la pluralità delle persone
ha la possibilità di diffondere un pensiero,
o un’immagine, anche la più banale,
senza un pensiero selettivo di Qualità.
Sembra che l’idiozia
trovi spazio di diffusione infinito.

Diversamente, in altra epoca,
il cancellatore doveva prendere
una decisione estrema.
Quale libro cancellare
per fare posto al nuovo?
Quale testo doveva essere sacrificato
e destinato all’oblio?

A volte era un dilemma.
Magari per fare spazio
a banali poesie amorose di un uomo di potere
si cancellava un atlante di astronomia,
un volume sulla geometria sacra
un trattato sulla divina proporzione
oppure, tomo ancora più prezioso,
un libro sul dominio dei simboli
allineati attraverso dodici codici.

Ma non tutto è perduto!

Riguardo a quest’ultimo argomento,
fondamentale per le Imprese di ogni epoca,
è possibile avere in esclusiva
il trattato sui codici della Logogenesi.
Quando il messo
ve lo consegnerà, nella vostra dimora,
non è necessario copiarlo a mano
e neanche impararlo a memoria.
È sufficiente leggerlo con attenzione
in ogni minimo dettaglio.
Così, potrete verificare
la potenzialità del vostro Logo
e scoprire se quel Simbolo o quel Nome
che vi rappresentano
stanno lavorando per Voi
oppure, come spesso accade,
stanno operando, ogni giorno,
contro gli interessi della Vostra Impresa.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

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