30 Maggio 2020 - Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

La voglia in forma simbolica di stella cometa

 

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La voglia
è una macchia discromica
generalmente di colore viola
che appare sulla pelle,
in varie forme,
fin dalla nascita.

Se la voglia si chiama così
significa che la Natura
possiede desideri
ben più profondi e motivati
degli effimeri desideri umani.

Il film Cloud Atlas,
capolavoro di Tom Tykwer
e di Lana e Lilly Wachowsky,
racconta la connessione ineluttabile
di vite sbocciate in epoche diverse,
dal 1849 al 2321.

Le sei storie del film
svelano il legame profondo
delle esistenze
come se la vita
non ci appartenesse del tutto:

“Da grembo a tomba
siamo legati
ad altri Passati e Presenti.
E da ogni crimine
e ogni gentilezza
generiamo il nostro Futuro.”

È questa
la frase ricorrente del film.

Ebbene,
i protagonisti
di queste sei storie
hanno un simbolo
che li accomuna:
una voglia
in forma di stella cometa.

La stella cometa
appare sul petto di Adam Ewing (1849),
sul fondoschiena di Robert Frobisher (1936),
sulla spalla di Luisa Rey (1973),
sulla gamba di Timothy Cavendish (2012),
sul collo di Sonmi-451 (2144),
e sulla nuca di Zachry (2321).

Non si tratta quindi di un tatuaggio
o di un segno creato su misura
ma è una voglia
ad accomunare i sei personaggi.

La voglia,
sembra letteralmente un capriccio,
una manifestazione effimera.

Oggi, nel nome di una moda
senza personalità,
esseri di ogni età
concedono il loro corpo
per ricevere
tatuaggi depotenzianti
impressi a fuoco e sfoggiati,
quasi sempre, senza conoscenza.

Paradossalmente il tatuaggio
senza conoscenza
viene spacciato come arte
mentre la voglia
saggia della Natura,
considerata un’imperfezione,
dimostra una visione olistica
che va oltre i limiti
della singola esistenza.

Perchè una voglia
in forma di stella cometa?

La stella cometa,
nell’anno zero,
è il segnale luminoso
che risalta
in mezzo a milioni
di altri astri confondibili.

La stella cometa
è compresa
da Re e da pastori.

La stella cometa
è il segnale celeste
che conduce al divino.

Mi piace pensare che il Divino
sia presente in ognuno di noi.

Occorre scoprirlo
e, per iniziare
l’affascinante processo
di disincrostazione,
è indispensabile averne voglia.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

 

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