Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

M’illumino d’immenso. Sintesi ed emozione.

 

Giuseppe-ungaretti-apostrofo

 

M’illumino d’immenso
è il capolavoro di Giuseppe Ungaretti.
La poesia si intitola “Mattina”.
È stata scritta il 26 gennaio 1917,
sul fronte del Carso,
durante la prima guerra mondiale.

Quel giorno faceva freddo, in tutti i sensi.
Contemporaneamente,
quel giorno,
è nata una luce.

Mi piace pensare
che il particolare che collega
l’interiorità del singolo individuo
con l’universo
sia il duplice apostrofo.

L’apostrofo è il segno ortografico
che indica l’elisione di una vocale.
Apostrofo, in greco, significa “volto all’indietro”.

Se Ungaretti avesse scritto
mi illumino di immenso,
senza apostrofi,
sarebbe stata un’altra poesia,
tutta un’altra storia.
Invece, l’apostrofo è il trait d’union
minuscolo e impercettibile
che connette uno e universo
generando L’ UNI-VERSO.

Sintesi ed emozione
sono rispettivamente
il codice numero numero 4 e numero 10
dei dodici codici della Logogenesi.

Questa semplice osservazione
riguardo alla poetica di Ungaretti
e riguardo al particolare dell’apostrofo
spero sia utile per capire
quale cura e quale attenzione
occorrano, nella creazione del marchio,
per allineare dodici codici
fino a ottenere il segno unico,
sintesi illuminata
di visione e valori d’Impresa.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *