Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Non plus ultras. Tre scimmie contro il razzismo

 

scimmia-calcio-razzismo

 

Alcuni giorni fa ho pubblicato un articolo
che evidenziava la differenza
tra motivazione e fragile scusa.
Mi riferivo alla motivazione del Logo
e, in senso ampio, alla motivazione
di qualsiasi opera a carattere simbolico.
La Motivazione
è la spiegazione oggettiva e inequivocabile
degli elementi che compongono l’opera
sotto il profilo estetico neurologico ed emozionale.
Come osserva Vittorio Sgarbi,
l’opera comunica in modo immediato,
riflessivo o impulsivo
senza aver bisogno di parole
o di spiegazione alcuna.

Il Simbolo I-cuorerosso-N Y
creato da Milton Glaser
per la città di New York
non lascia dubbi riguardo al significato.
Se Glaser avesse usato il teschio,
al posto del cuore,
dicendo che il teschio
è l’essenza dell’uguaglianza etnica
sarebbe stato frainteso.

Alcuni giorni fa
la Lega Calcio di serie A
ha presentato un’iniziativa artistica
per promuovere la lotta al razzismo.
Fine nobile.
Peccato che il trittico di scimmie,
(sì, avete capito bene)
il trittico di scimmie
creato ad hoc dall’artista Fugazzotto
comunichi l’esatto contrario.
A nulla sono servite le fragili scuse
addotte a giustificare questa opera.

Il trittico in sè, inteso come quadro,
rientra nei gusti personali
e non esprimo il mio parere in merito.
Quando l’opera diventa simbolo
il discorso cambia completamente:
il trittico parla al mondo.

Il simbolo infatti, nel bene e nel male, comunica.
Il simbolo creato e approvato, come in questo caso,
senza conoscenza e competenza simbolica
comunica l’esatto contrario
rispetto alla visione e all’intenzione dell’Impresa
e dello stesso autore:
combattere il razzismo.

A causa di questa scelta infelice,
paradossale e tragicomica,
quando i tifosi
lanceranno banane dagli spalti
potranno affermare, come fragile scusa,
che il loro lancio artistico
era una citazione all’opera di Cattelan
esposta all’Art Basel Miami Beach
e mangiata da un altro eroe contemporaneo,
un altro furbetto provocatore,
adescatore di pennivendoli.

Allo stesso modo
il verso ancestrale dell’orango
proveniente dalla jungla della curva sud o nord,
diventerà un gesto nobile
che riscopre l’uguaglianza delle nostre origini.

Il coro dei buuuuuu saranno
citazioni al buuuio del futurista Marinetti
che espime, con la ripetizione della vocale,
un’oscurità più profonda e paurosa.

Le curve degli stadi
occupate dai “non plus ultras“,
fior fiore dell’intellighenzia universale,
tracceranno liberamente curve di potassio
con i loro fumogeni avant-garde.

Nel frattempo il padre-autore delle tre scimmie
e il padrino-responsabile della Lega Calcio
che le ha approvate
hanno conquistato le prime pagine
e il loro momento di Sgloria
con la S maiuscola.

D’altronde, cosa potevamo aspettarci,
sotto il profilo della conoscenza simbologica
da chi ha venduto allo sponsor
la maglia degli azzurri
facendo vedere i sorci verdi
a quanti la amano?

Per creare la forma del pallone classico
occorrono 20 esagoni e dodici pentagoni
lato mm40.

Per creare un MEME positivamente memorabile
marchio o opera simbolica che sia,
occorre allineare dodici codici
in virtù del Metodo Logogenesi.

Tutto questo è matematico.

Ora, grazie a questa performance
che ha reso ridicola l’Italia
agli occhi del mondo,
i pollici opponibili dei like,
generatori dell’evoluzione da scimmia a uomo
potranno atrofizzarsi nuovamente
e i popoli della foresta
potranno salire agilmente
sui tralicci più alti degli stadi
ad osservare l’astronave
che atterra sul prato verde.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

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