Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

Quantità e Qualità. Il Simbolo del respiro consapevole.

 

Respiro-consapevole

 

In un recente articolo,
ho parlato delle grotte di Lascaux,
scoperte da quattro giovani francesi
ai tempi della seconda guerra mondiale.
Era il 12 settembre del 1940.

Quando un’opera
è consacrata come opera d’arte,
l’uomo compie ogni sforzo per proteggerla.

Le grotte di Lascaux
sono state chiuse al pubblico
perchè il respiro dei visitatori
stava danneggiando le incisioni rupestri.

Il respiro!

Paradossalmente, in tempo di guerra,
il respiro era la vita,
la speranza…
Come poteva il respiro creare un danno?
Ma i tempi cambiano
e anche la calibrazione del respiro stesso.
Calibrazione che dipende dalla quantità.

Teche di cristallo antisfondamento
vengono poste dinnanzi ai capolavori
della pittura e della scultura
per proteggere ciò che non si può replicare:
l’unico e l’imperdibile.

Mi viene in mente un’osservazione di Einstein:
“Qualsiasi persona inconsapevole
può schiacciare una formica in un attimo
e non esiste al mondo nessun team di scienziati
che sia in grado di ricrearla, quella formica,
neanche in cento anni di lavoro”.

La consapevolezza, la misura e la quantità
generano una calibrazione determinante
in tutti i domini e, in particolare,
anche nella progettazione del Marchio
creato in virtù dei codici della Logogenesi.
C’è un’arte nel dosaggio
e nell’allineamento dei codici stessi.

Non plus ultra.
Nessuna mancanza e nessun eccesso.

Anche il respiro abbraccia, in ogni anelito,
l’arte della consapevolezza
e anche nel respiro esistono tecniche e metodi
che conducono a uno stato di benessere.

Tornando alle incisioni di Lascaux,
il respiro, moltiplicato all’ennesima potenza numerica,
diventa elemento di disgregazione insostenibile.
Eppure, ogni respiro è vita.

In questo senso sono d’accordo con Fabio Zancanella
quando osserva che, in qualsiasi settore,
la quantità definisce la Qualità.

Sergio Bianco, Logogenesi.

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