Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

Simbolo Citroen: emoticon universale della tristezza.

 

Citroen-simbolo-emoticon-tristezza

 

Nell’articolo di alcuni giorni fa
ho invitato i proprietari delle OPEL
a staccare il LORO simbolo,
sbilanciato e depotenziante,
dalla LORO auto,
(e sottolineo LORO)
rispedendolo alla casa madre
entro un pacchetto
contrassegnato dalla scritta:
“Simbolo senza valore”.

Nella mia visione
stessa sorte dovrebbe spettare
al simbolo Citroen.

La freccia che punta verso l’alto,
in origine, rappresenta la piramide,
la forza maschile,
l’ascensione evolutiva dalla terra al cielo.
Nella realizzazione maldestra
del proprio simbolo,
CITROEN arrotonda esageratamente la punta
trasformando la freccia
e la base del singolo triangolo
in un segno ricurvo e mesto
che corrisponde alla smorfia della tristezza
e del dolore.

Il linguaggio emoticon da tastiera
rivela questo difetto
in modo spietato
rendendo l’interpretazione negativa
del simbolo CITROEN
alla portata e alla comprensione di tutti.

In pratica tutti coloro che,
nelle icone da tastiera,
utilizzano i due punti e la parentesi,
aperta o chiusa,
per esprimere felicità o tristezza,
sanno esattamente che il simbolo CITROEN
è un conduttore di infelicità.

Oltretutto, nel caso CITROEN,
la tristezza è doppia,
visto che la freccia spuntata è duplice.

Cari proprietari di auto CITROEN,
visto che il mezzo è  Vostro,
Vi invito a togliere quel simbolo depotenziante.
La vostra auto troverà nuovo vigore
e, nella sua lineare neutralità,
la smetterà di essere
portatrice di negatività.

E poi, diciamola tutta:
anche se non siete
proprietari di quel modello di auto,
essere incolonnati e trovarsi davanti
quel simbolo ricurvo
è come essere costretti a fissare
la vecchia e grinzosa domestica
del quadro Giuditta e Oloferne
dipinta da quel diavolaccio di Caravaggio.
Vi sembra giusto?

Come disse John Lennon
nel capolavoro IMAGINE,
“potresti dire che sono un sognatore
ma magari non sono il solo.”

Mi piace pensare
che i proprietari di quelle auto che non discuto,
rappresentate invece da un simbolo discutibile,
in un impeto di libera indignazione,
restituiscano quel simbolo difettoso.
Sogno che le case madri
si vedano arrivare
uno, dieci , mille pacchetti di reso:
“SIMBOLO SENZA VALORE”.

Così forse capiranno
che creare simboli ,
così come costruire le cattedrali di un tempo,
è virtù e prerogativa di pochi.

Magari capiranno, le case madri,
che è loro responsabilità
diffondere bellezza
anzichè simboli depotenzianti
che deformano e disarmonizzano l’acqua
presente nei corpi delle persone
e del circostante.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *