Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Il valore esponenziale del vero Marchio.

 

Escher-atrani

 

Secondo la leggenda,
l’inventore degli scacchi,
come ricompensa
per il gioco appena creato,
chiese ad un ricchissimo Principe
un semplice chicco di grano
per la prima delle 64 caselle
della scacchiera.

Il chicco di grano doveva raddoppiare
nella seconda casella,
raddoppiare ancora nella terza casella,
raddoppiare ancora nella quarta
e così via, fino ad arrivare
alla sessantaquattresima casella.

Appena il Principe si accorse
che il risultato
della ricompensa richiesta
superava la quantità di grano
coltivabile sulla terra,
fece giustiziare l’esoso inventore.

Non ci credi?
Raddoppia un centesimo e ne avrai due.
Raddoppia due centesimi e ne avrai quattro.
Raddoppia 4 centesimi e ne avrai 8.
Bastano 27 raddoppi,
partendo dal centesimo originale,
per arrivare ad una cifra superiore
al milione di euro.

La visione prospettica esponenziale
si applica idealmente al valore del Marchio
creato in virtù dei codici della Logogenesi.

L’investimento iniziale,
in presenza di un metodo
e di uno schema preciso,
genera un Valore che raddoppia
e poi raddoppia ancora
fino a diventare un Valore assoluto
superiore, a volte,
ai beni materiali e tangibili dell’impresa.

Spostiamoci ora nella costiera amalfitana.
Escher, in viaggio ad Atrani, nel 1939,
trova l’ispirazione per disegnare
uno dei suoi capolavori:
Metamorfosi II
Xilografia formato 3895 x192
L’immagine coglie un particolare dell’opera.

Se volete arricchirvi in modo esponenziale,
spegnete lo schermo piatto,
andate ad Atrani con spirito da esploratore
e ricostruite il finale
della partita di scacchi
ideata da Escher.

Vince il bianco o vince il nero?

Sergio Bianco

 

 

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