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Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Il Quarto Stato dell’Acqua. L’esagono evolutivo.

 

 

Il Quarto Stato.

Mi piace pensare
che tutto ebbe inizio
all’assemblea plenaria
delle api primordiali
riunite a decidere
la forma ideale
per custodire il miele.
Quel giorno,
a pieni voti e con ronzio unanime,
le api scelsero l’esagono regolare.
Così è scritto, giallo oro su nero,
nei registri del grande alveare.

L’esagono è una figura piana
formata da sei lati uguali
e da sei angoli di 120 gradi.
Duplicandosi all’infinito,
l’esagono si compone
in una texture armoniosa
che fa combaciare lato con lato,
non lascia spazi vuoti
e genera superfici tramate
piane, ondulate oppure sinuose,
mantenendo l’integrità
del modulo base.

Collegando il centro della figura
con i vertici alternati del singolo esagono,
si evidenziano i tre rombi
che costituiscono
le tre facce visibili del cubo.

L’esagono,
secondo il Metodo Logogenesi,
è la figura che meglio rappresenta
il passaggio dal piano al solido,
dal progetto alla realtà,
dall’idea alla sua realizzazione:
visibilia ex invisibilibus.

L’esagono contiene, inoltre,
due triangoli contrapposti,
Il calice e la piramide,
che esprimono l’equilibrio virtuoso
tra universo maschile e femminile.

È risaputo che l’acqua
si presenta in tre stati di aggregazione
che dipendono dalla temperatura.
Stato liquido (mare, fiumi, laghi, pioggia)
Stato solido (ghiaccio)
Stato gassoso (vapore acqueo).

Esiste tuttavia
anche il Quarto Stato dell’Acqua,
teoria avanzata nel 2006
dallo scienziato Gerald H. PollacK.
Nella traduzione italiana,
il titolo del suo libro è
“La quarta fase dell’acqua”
ma io preferisco utilizzare la parola stato,
termine più letterario che scientifico.

Pollack afferma che l’acqua,
a contatto con superfici idrofile,
(materiali non solo assorbenti
ma che possiedono affinità con l’acqua)
si organizza in strutture molecolari
simili ad un cristallo/gel
con proprietà chimiche e fisiche evolute
rispetto alla normale acqua liquida.
Pollack definisce
il Quarto Stato dell’Acqua
con il termine EZ, (zona di esclusione).
Le molecole,
anziché mantenere la formula H₂O,
modificano il rapporto
tra idrogeno e ossigeno
e si uniscono
formando una struttura esagonale
che esclude i soluti e le impurità.
In virtù di questa teoria,
si crea , a ridosso delle superfici,
un reticolo esagonale
di acqua purissima.
Riporto qui alcuni dati tecnici
che trascrivo:
“L’acqua EZ
accumula una carica elettrica negativa
e respinge gli ioni di idrogeno positivi
presenti nell’acqua circostante.
Tale separazione genera
una formidabile batteria biologica
generatrice di energia.
Il motore che suscita
la formazione dell’acqua strutturata
è l’energia radiante:
lo spettro della luce infrarossa
presente nel calore ambientale e nel sole.”

Ecco perché, nel mio incipit
ho enfatizzato la struttura a nido d’ape
e l’arte di cristallizzare l’oro
nel nero della notte.

Parafrasando la poesia
di Emily Dickinson,
per scoprire il nostro sogno,
occorre una goccia di acqua
e una geometria sacra
a nido d’ape.

Il Quarto Stato
non riguarda solo l’Acqua.

Il Quarto Stato
è il titolo di un quadro
conservato al GAM,
Galleria d’Arte Moderna di Milano.
È un capolavoro
dipinto tra il 1899 e il 1901
da Pellizza da Volpedo.

L’imponente tela
misura cm 545×293.
Il quadro
rappresenta un gruppo di lavoratori,
uomini e donne,
che avanza compatto
verso un ideale comune.

La linea dell’orizzonte,
visibilmente incurvata, anziché diritta,
rappresenta il mondo
e conferisce
al messaggio pittorico e politico,
una dimensione globale.

Al centro del quadro,
nella tenue alternanza
dei colori pastello,
risalta il gilet rosso
di uno dei lavoratori.
Immagino che Giuseppe Pellizza,
vicino al tavolo del mestiere,
avesse un cesto di pesche di Volpedo,
per inserire
in modo impeccabile e puntuale
quel colore così vellutato
nel fulcro visivo del quadro.

Magari proprio un’ape,
volando sulla tela incompleta
e posandosi su quel frutto saporito,
ha infastidito il Maestro
per poi ispirarlo,
temprandone l’anima.

Ogni essere umano, alla nascita,
è composto per il 75% di acqua.
Con la crescita, la percentuale diminuisce.
Il mondo nel quale le persone vivono,
amano, lavorano, respirano
è chiamato Terra,
anche se l’acqua
occupa oltre il 70%.
della superficie del pianeta.

Nella mia visione,
non provata dalla scienza
(Il doppio senso
del verbo provare è perfetto)
simboli, gesti, suoni e parole
trasformano nel bene o nel male
le frequenze dell’acqua
all’interno di ogni essere
e nel circostante.

Il Quarto Stato dell’Acqua
è un quadro ideale non ancora dipinto,
non ancora decifrato
e non ancora pienamente compreso.
Non rappresenta la rivoluzione
ma la possibile
evoluzione gentile delle persone
animate da un ideale comune.
Possiede la capacità
di aumentare estensione ed energia
a contatto con la luce del sole
che mi piace identificare
con la luce dell’amore incondizionato.

Mi piace pensare
che nello schema elementare
del Quarto Stato dell’Acqua
siano racchiusi i codici della creazione
e il segreto
delle nostre potenzialità:
geometria vettoriale e soffio divino.

Noi siamo la goccia d’acqua.
Contemporaneamente
noi siamo l’oceano.
Siamo il seme
e siamo l’albero maestro,
siamo l’ape
e siamo il sogno.

Come semplice Artigiano del Simbolo
è questo il messaggio
che mi ha suggerito la grande balena
apparsa nell’arco di un baleno
dopo una scarica di oltre trentamila fulmini
che mi hanno fatto provare
la quiete nella tempesta.

Poi il cielo è diventato perfino azzurro
e alcune nuvole messaggere,
per caso sincronico,
sono apparse in forma di delfino.
Quei delfini che nuotano nell’acqua
e disegnano nel cielo.

Sergio Bianco #logogenesi

2 risposte

  1. Forse evolver
    significa proprio questo:
    rimanere noi stessi
    e, incontrando gli altri,
    creare insieme qualcosa
    che da soli
    non potremmo generare.

    Come una goccia
    che conserva
    la propria essenza
    eppure diventa oceano.

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