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Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Spazi Azzurri. Equilibrio e distanza tra le lettere.

 

logogenesi spazi azzurri

 

 

Calibrare gli Spazi Azzurri
nel cielo di una pagina.

La tradizionale composizione tipografica
e il sistema di scrittura
dei font contemporanei,
stabiliscono, tra i caratteri,
una distanza uniforme
che consente una lettura
piacevole e riposante.

Una volta eletti al ruolo di Lettering,
(la scrittura del Nome dell’Impresa),
oppure di titolo per un articolo,
una locandina o un manifesto,
i segni alfabetici assumono un valore
che va ben oltre il semplice testo.

Si interviene quindi
per regolare lo “Spazio Azzurro”,
ovvero la distanza tra le lettere,
al fine di bilanciare pieni e vuoti.
Per chiarezza ho visualizzato
gli spazi azzurri
presenti nella parola ANIMA.

Nello Spazio Azzurro il Lettering respira.

Nel maiuscolo:
“A” crea vuoti in alto a sinistra e a destra.
“F” crea un vuoto in basso a destra.
“L” crea un vuoto in alto a destra.
“P” crea un vuoto in basso a destra.
“T” e “V” creano vuoti
in basso a sinistra e a destra.

Analoghe osservazioni
valgono anche per il minuscolo.

Ogni scritta dà vita
a una composizione differente,
che occorre studiare ad hoc.
Affiancando le lettere, le aste verticali
saranno quindi maggiormente distanziate,
mentre le aste oblique saranno avvicinate
e, se necessario, anche sovrapposte
al fine di creare una visione d’insieme
equilibrata e uniforme.

Nel settembre del 2015
Google ha rinnovato il Logo.
Paradossalmente, la scrittura originale
rispettava l’equilibrio degli spazi azzurri
mentre la versione attuale
ignora questa regola
lasciando quasi invariata
la distanza tra le lettere.
Osservando il logo Google,
con la regola armonica degli spazi azzurri,
la distanza tra la seconda G e la lettera L
dovrebbe essere aumentata sensibilmente
mentre la distanza tra la lettera L e la E
dovrebbe essere aumentata lievemente
ferma restando la posizione
delle prime quattro lettere.

Facendo, in tre secondi,
questa semplice variazione
si annullerebbe la “rigidità burocratica”
del logo attuale
e, grazie alla corretta spaziatura
delle singole lettere,
si allineerebbe l’identità dell’Impresa
all’armonia flessibile
presente in Natura.

In conclusione,
osservando le meraviglie
del micro e del macrocosmo,
appare evidente
che la Natura non sbagli mai.

Madre Natura regola perfettamente
le forme e i colori,
l’estetica e la matematica
l’armonia e il respiro,
i rapporti aurei e gli equilibri,
i tempi e le distanze,
i cicli del giorno e della notte,
l’alternarsi tra materia e vuoto.

Gli umani che
ignorando queste regole
e questi codici,
sbaragliano simboli e loghi
fatti e approvati
senza amore e conoscenza,
diffondono nel circostante
segni depotenzianti
che influiscono
in maniera negativa
sulle frequenze dell’acqua
presenti in ognuno di noi
e nel pianeta.

Non è un particolare da poco.

Il mondo
può essere migliorato
in tre secondi.

Sveglia!

Sergio Bianco #logogenesi

 

 

2 risposte

  1. Nel momento in cui ogni lettera manifesta la propria natura e si compone insieme alle altre, la rilevanza non risiede più solo nella mera lettura ma anche nella frequenza visiva e sonora che essa genera.

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