Cerca

Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

1440 punti di colore. Presentazione di un Marchio.

 

1440

 

1440.

Se il presente
non è piacevole come il passato
mi concentro sul futuro
per generare il presente migliore.

Nobili cavalieri, la giornata del 27 luglio 2015
inizia un minuto dopo la mezzanotte del 26
in una casa di campagna sopra Cala dell’Oro.

Con le note di Chevalier de Sangreal
di Hans Zimmer
si celebra la benedizione del Marchio
con la spada del generale:
il caro papà.

Al mattino un volo mi porta in Sardegna.
Marco e Stefania mi attendono in aeroporto.

Mi portano a vedere
la chiesa bianca di Porto Cervo
col suo tetto ondulato
e le colonne irregolari di pietra
e intanto parliamo di mille progetti.

Nulla di banale.
Idee e parole preziose.

Insieme andiamo in un resort sul mare.
Tavoli all’ombra di una pergola
e di fronte l’acqua color smeraldo.

La presentazione del marchio,
creato i virtù dei codici della Logogenesi,
avviene in 40 minuti.
Marco e Stefania sono vicino a me.
Siamo tutti dalla stessa parte del tavolo
e idealmente, in quel momento,
siamo tutti parte della stessa Impresa.

Grande emozione
e l’indimenticabile fenomeno dei brividi
in una calda giornata d’estate.

Pranziamo insieme.
Io frugale come il Dreamer.

Poi un tuffo nell’acqua trasparente.
Niente doccia.

Voglio portare a casa il sale della vita.
Abbiamo poco tempo per il volo di ritorno.

Passiamo da San Pantaleo
e, contro ogni logica, ci fermiamo ancora.

Entriamo nel paese
e trovo un timbro scolpito in legno 10×10
raffigurante due uccelli.
Serve per decorare il pane
prima di essere infornato.

A casa impasto sempre il pane
con le mie mani:
quando esce dal forno
la prima fetta la regalo,
come un rito propiziatorio,
ai celesti volieri.

Compro il timbro.

Marco guida come un fulmine
e arriviamo in aeroporto.
Ci abbracciamo e corro verso il check.

È chiuso.

Perfetto.

Inseguo un’assistente dell’aeroporto
che mi dice con aria severa:
“non si può, come mai è così in ritardo?”
Allora, come risposta,
estraggo dallo zaino il magico pass:
il tassello di legno
con i celesti volieri scolpiti.

Lei sorride,
torniamo insieme allo sportello,
riapre tutto e mi fa passare.

Sono in aereo,
sul mare cristallino e scrivo.

Il pilota si scusa.

Per problemi di traffico
c’è un ritardo di venti minuti.
Un ritardo?
Perfetto.

L’aereo per tre volte
gira sul monte di Portofino,
per tre volte
vedo quella meraviglia dall’alto
e per tre volte volo sopra Cala dell’Oro.

Il ritorno in macchina è lento.
Lungo l’Aurelia guido piano.
Arrivo a casa
e trovo la mia preziosa compagna
che gira il mondo a passo di danza,
ma questa sera è qui.
Mancano ancora due ore a mezzonotte
e la giornata, questo 27 luglio, non è finita.

1440 minuti.
1440 punti di colore.
Il tempo è imparziale, uguale per tutti.
Come lo dipingi, dipende da te.

Sergio Bianco #logogenesi

2 risposte

    1. “1440. Il tempo imparziale.”
      è il titolo di un mio quadro
      esposto nel mese di settembre 2003
      al Castello di Portofino.
      Formato 120 x80. Acrilici su tela.
      Un grande libro aperto.
      Pagina bianca a sinistra, il giorno.
      Pagina nera a destra, la notte.
      Sopra alle due pagine 1440 punti di colore
      disposti con ritmo cadenzato
      e una bicicletta,
      fuori dalle pagine del libro,
      che sta per uscire dal quadro.
      Il primo giorno della mostra
      una persona sceglie di comprare il quadro.
      Lo ritirerà a fine esposizione.
      Ci sono stati oltre 8500 visitatori
      ed io ero sempre presente al Castello.
      Lo raggiungevo in bici,
      tenendo in tasca una enorme chiave.
      Trenta giornate di sole.
      Quel quadro, in quel mese memorabile,
      è stato richiesto
      da molte altre persone
      ma ho scelto di non dipingerlo di nuovo:
      era sufficiente aver donato a loro il titolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *