
Prendi un metro
e segna con l’evidenziatore
sul muro della tua parete di casa
o del tuo posto di lavoro,
un puntino verde
situato esattamente
a 2,45 m. da terra.
Guardalo bene.
Incredibile vero?
Quel puntino verde segna
il record del mondo di salto in alto.
Ora, ammirando quel puntino,
immagina che esista un essere umano
che riesca a compiere
l’Impresa di scavalcarlo,
di passarci sopra con tutto il corpo.
Magia?
No. Metodologia.
Occorre un miglioramento progressivo
e inesorabile per arrivare lassù.
Un’evoluzione
connessa alla singola volontà
e al pensiero collettivo.
L’atleta che ha stabilito
il primo record mondiale di salto in alto
è l’americano George Horine
che, nell’anno 1912, salta 2,00 metri.
Da allora sono stati certificati
40 record mondiali
fino ad arrivare
all’impresa del cubano Javier Sotomayor
che scavalca
il mitico puntino verde nel 1993:
2,45 metri.
Da allora,
nessuno è riuscito a fare di meglio:
il record di Javier
resiste da oltre un quarto di secolo!
È come la “Estrella Solitaria”,
l’astro solitario a cinque punte
che brilla nella bandiera di Cuba,
più alto di tutti.
Gli esperti dicono
che il segreto di questa prestazione
sia connessa
all’altezza dell’atleta (cm 195)
al suo elevato centro di gravità,
alla sua forza fisica e mentale,
alla eccezionale elasticità
e resistenza dei suoi tendini
che, sottoposti ad uno sforzo simile,
avrebbero dovuto rompersi
secondo le leggi della natura
e i calcoli della scienza.
Fatto sta che Javier
non ha stabilito quel record per caso.
In altre competizioni, infatti,
superò per ben 24 volte
l’altezza imperiale di cm 240.
Mi chiedo
che utilità possa avere per l’umanità
l’impresa sportiva di Javier Sotomayor.
Apparentemente nessuna,
così come può sembrare inutile la pirobazia,
ovvero la prova estrema
di camminare a piedi nudi
sulla brace ardente.
Eppure queste sfide,
nella mia visione,
fanno comprendere come sia possibile
superare quei limiti
che sembrano invalicabili.
Per questa ragione
il raggiungimento della maestrìa
e il suo costante perfezionamento
sono così importanti
per il progresso della civiltà.
Contemporaneamente,
mentre Sotomayor si allenava
in uno palestra di periferia
o in uno stadio vuoto,
ci sarà stato un orologiaio
che concentrava tutta la sua attenzione
per regolare le complicazioni
fino alla perfezione meccanica assoluta.
Ci sarà stato un poeta
intento a sfoderare dalla memoria
la parola impeccabile
per descrivere quella luce,
quel sentimento, quel suono.
Ci sarà stato uno scultore
intento a levigare il marmo
fino a creare la morbidezza dell’anelito.
E ci sarà stato un ricercatore
che ha sacrificato l’amore
per fare la cosa sacra:
trovare la cura
di una misteriosa anomalia.
I puntini verdi sono infiniti
e si manifestano in ogni dominio.
Sembrano traguardi piccoli,
eppure in quel verde
scorrono le praterie;
sembrano irraggiungibili
ma a volte non è così.
Ancora una volta
la linea orizzontale è la materia,
l’asticella da superare
mentre la linea verticale è lo spirito,
lo slancio divino
che trasforma ogni attimo
nella luce più preziosa.
Torniamo al nostro puntino verde
e, soprattutto, torniamo alla parola chiave:
Metodologia.
La tua Impresa,
in qualsiasi dominio operi,
può superare quel puntino
che ora sembra inarrivabile.
La spinta per arrivare lassù,
nelle alte sfere
della gioia e del benessere,
è conferito da un preciso Metodo
che armonizza estetica e matematica,
emozione e neuroscienza.
Il Metodo è Logogenesi:
l’arte di concentrare
visione e valori d’Impresa
nel segno unico.
Il sogno nel segno.
E il puntino verde?
Non cancellarlo mai dalla memoria!
Fai in modo che appaia
nel mistero della sua altezza,
nelle giornate nebbiose,
nella brughiera del mattino,
nella pioggia battente,
nel grigio della metropoli.
Visualizzalo dominante e potente,
intenso e irresistibile
come una gemma di viriditas
che sboccia
dopo il gelo dell’inverno.
Sergio Bianco#logogenesi
SALTO DI GIOIA!
Dopo aver scritto questo articolo
ho inviato una mail in italiano
alla federazione cubana di atletica leggera
con la speranza che lo inoltrassero
al nostro Campione.
Ebbene, l’altro giorno
ho ricevuto questo messaggio
dalla mail personale di Javier Sotomayor,
che non pubblico per ragioni di privacy.
Ecco il suo apprezzamento:
“Muchas gracias,
Lei su artículo,
realmente maravilloso me encanto mucho.
Lo traduje y el mensaje fue muy claro,
Le mando un gran abrazo.
Gracias.
Javier Sotomayor”
2 risposte
Sergio ha saputo coniugare elementi di estetica, matematica, emozione e neuroscienza in un Metodo unico raccontato, nei mille articoli in modo sempre diverso. Il richiamo all’Alchimista suggerisce di tenere ben presente il puntino come simbolo di ispirazione, motivazione e forza per superare le sfide più difficili.
Ogni limite superato
sposta il confine del possibile,
anche per chi osserva.
Forse è questo
il valore più grande
del puntino verde.