17 Maggio 2020 - Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

1921. Satie incontra Brancusi che incontra Satie.

 

Brancusi-Satie

 

La musica di Erik Satie
è contemplativa
e vive di note essenziali.
Il genio del compositore
si rivela anche nel Nome
che identifica la sua creazione
più significativa:
“Gymnopedie.”

Lo spirito bizzarro di Satie
si rivela in “Vexations”,
opera in cui il motivo musicale
si ripete 840 volte
fino a creare
una colonna sonora infinita.

 

Satie -Brancusi

 

Questa foto, scattata nel 1921,
è testimone di un incontro.
Il primo uomo a sinistra é Satie,
il terzo è Constantin Brancusi,
scultore e creatore
di un modulo svettante:
la colonna infinita.

Guardando questa foto,
mi piace pensare che,
Satie incontri Brancusi
e gli faccia ascoltare il suo brano.
Cosa ne pensi?
E lui, come risposta, scolpisce.

Contemporaneamente,
mi piace pensare
che Brancusi incontri Satie
e gli mostri la sua opera.
Cosa ne pensi?
E lui, come risposta, suona.

Ogni nota di questo incontro
è incisa
su un piano prospettico bianco e nero
mentre nell’aria,
la polvere del marmo, vola in controluce.

Ascoltare Satie
è come osservare dallo spioncino
la ballerina
che danza tra i sacchi di farina
volteggiando sul palco di legno.
(C’era una volta in America, Sergio Leone).

Oggi è possibile entrare
dentro un libro aperto di Brancusi,
così come ho fatto io,
esplorare il suo atelier
e soffermarsi con lo sguardo
sui blocchi materici primordiali.

Possiamo sporcarci
di polvere di marmo,
contemplare nel dettaglio
l’opera dello scultore
e ascoltare, contemporaneamente,
la musica di Satie
con un impianto stereo
fedele e minimalista.

Un magico incrocio
di dati e tecnologia
ci consente di vivere
in epoche del passato
con una confidenza profonda
riguardo alle persone,
artisti o musicisti che siano,
con una nitidezza assoluta
riguardo ai particolari
minimi e complessi
della loro esperienza di vita.

In questo senso
Brancusi incontra Satie
che incontra Brancusi.
I due, insieme,
possono incontrare ciascuno di noi.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

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