
Stavamo camminando insieme
lungo i sentieri impervi
del Promontorio di Portofino,
in un tratto in cui i pini,
sullo sfondo del mare,
si stagliano maestosi.
“Che alberi belli”
ha esclamato la mia preziosa compagna.
E lì, c’è stato, letteralmente,
il colpo di fulmine:
Alberibelli.
Una parola unica e profonda:
contiene la Natura, le radici,
l’unione tra terra e cielo,
la materia prima delle antiche navi,
le braccia protese come rami,
a sfiorare le stelle,
il rifugio dei celesti volieri
per riposarsi un attimo
prima di volare oltre.
Il Nome Alberibelli
contiene anche il segreto,
undicesimo codice della Logogenesi.
Il segreto
è la duplice chiave di lettura,
la combinazione criptata
che fa scattare l’emozione.
Gli articoli di questo blog,
oltre mille,
sono pubblicati alle 05,55.
Svegliarsi all’alba,
seguendo il ciclo del sole,
è il segreto della libertà,
almeno per me.
All’alba trovi il mondo senza il mondo.
All’alba trovi le strade libere,
le brioches appena sfornate,
le spiagge incontaminate.
All’alba senti il silenzio
e soprattutto, in quel tempo prezioso,
l’energia gira veloce.
L’alba è connessa con l’anticipo.
Essere primi, senza tensioni, senza ritardi.
In un mondo di ritardo cronico
e di persone senza tempo,
l’anticipo è la ribellione pura.
Essere fuori dai flussi conformi.
Essere liberi da simboli depotenzianti
di pelle o di Impresa.
Essere semplici, gentili,
consapevoli e attenti
nel rapporto tra UNO e universo:
Alberibelli.
L’alba è l’inizio.
Il primo dei 1440 minuti,
il tempo imparziale
per avviare il nostro capolavoro quotidiano
vivendo, da vivi.
Sergio Bianco #logogenesi.
2 risposte
“Alberi belli” è uno dei racconti a cui torno più spesso, come si fa con certe poesie che non stancano mai.
Forse perché, in fondo, desidero appartenere anch’io a quel mondo che racconti: fatto di albe, di silenzi pieni, di libertà che arriva prima di tutto il resto.
In vacanza, a volte, mi sembra di sfiorarlo.
Salgo in auto senza fretta, scelgo lungo la strada il caffè che mi ispira di più, e poi arrivo al mare.
Lì, fronte acqua, mentre gli uccellini iniziano a cantare piano, mi lascio entrare nell’alba che avanza, come se fosse qualcosa da abitare.
Sono momenti semplici, ma pieni.
E li rivivo proprio quando più ne ho più bisogno.
“Mi lascio entrare nell’alba che avanza, come se fosse qualcosa da abitare.” È raro trovare le parole per varcare le frontiere degli stati d’animo. Grazie Krista.