Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

L’Ape di Carletto, portalettere e maestro di vita.

 

ape-logogenesi

 

Una lettera per dire
che è cambiata una lettera.

“Cara Gina e caro Carletto,
ho un bellissimo ricordo
della Tata Felicina e di Voi tutti.
Ero un bambino, però era facile capire
che la vostra casa
era un posto felice.
Senza volerlo,
siete stati Maestri nell’insegnarmi
ad apprezzare le cose semplici,
a capire che Avere
è nulla confronto all’Essere
e che è solo il “modo”
in cui si fanno le cose,
più che le cose in sè,
a renderle uniche e preziose.
Così quella piccola cucina
dove si impastavano gnocchi per dodici
e dove si preparava cioccolata con panna,
era, ai miei occhi, una cucina a cinque stelle.
Le stelle erano naturalmente le persone
capaci di vivere col sorriso,
di trasformare la carta straccia
in montagne verdi,
e di far volare le Api come aeroplani…”

 

Inizia così la lettera che ho scritto
nello scorso millennio, affrancata
e inviata per posta a Gina e Carletto.

Carletto faceva di mestiere il portalettere
e aveva un’Ape.
Insieme a Gina, sua moglie,
arrivavano ovunque,
dal campeggio di Riva Trigoso
fino alle montagne della Val D’Aosta.
L’Ape era loro complice, una di famiglia.

Carletto mi ha insegnato
a usare il trapano,
inserire i tasselli a espansione,
preparare il cemento a presa rapida,
fare i collegamenti elettrici.
Mi ha insegnato l’arte di costruire montagne
con la carta straccia
indurendole con un impasto di acqua e vinavil
per poi colorarle di verde.

Grazie anche a Carletto, ho capito che
i giochi non si comprano: si inventano.

Nell’articolo di ieri ho parlato dell’Ape,
un mezzo meraviglioso
che racchiude le infinite storie
dell’Italia contadina e artigiana.

Sarebbe bello che qualcuno
prendesse questo spunto
e iniziasse a raccogliere immagini e parole
di questo tesoro.

Oggi con l’App risolviamo ogni cosa.
In altri tempi, molte cose si risolvevano con l’Ape.

Todo cambia, come canta Mercedes Sosa,
anche se qui,
soltanto una lettera è cambiata.

Sergio Bianco, Logogenesi

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *