14 Agosto 2019 - Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

Il restyling della vera croce comincia da te.

 

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L’articolo di oggi
è basato sul restyling della vera croce.
Nulla a che fare con il capolavoro
di Piero della Francesca:
un ciclo di affreschi
conservato nella Basilica di San Francesco,
ad Arezzo.

Mi riferisco, invece, al restyling
della vera croce personale,
ammesso che la croce ci sia
e ammesso che sia una sola.

Quel giorno, a Bologna,
insieme a Prima, Rita, Riccardo e Laura,
siamo entrati nella Chiesa di Santo Stefano.
È una chiesa dedicata a Iside,
dea Egizia primordiale,
sovrapponibile alla Madonna
per analogia di circostanze e di riti.

All’interno della Chiesa di Santo Stefano
appare un crocifisso.
Non ricordo chi lo abbia creato.
Agli estremi della croce
ci sono 4 cerchi
che annullano ogni spigolosità.

La croce è unione tra materia e spirito.
Noi siamo, idealmente,
all’incrocio delle due linee,
nel fulcro visivo,
luce e fango nello stesso istante.

Per chi utilizza,
nel proprio vocabolario emozionale,
il termine croce,
suggerisco, con rispetto,
di provare a dipingere
il restyling della vera croce.

Anche se non abbiamo
il talento di Piero della Francesca,
possiamo iniziare, col pennello quotidiano,
ad arrotondare gli spigoli nelle quattro direzioni.
In questo modo,
la croce non si elimina
ma qualcosa inizia a cambiare.
Possiamo evidenziare i quattro cerchi
come avviene nella chiesa di Santo Stefano.
Poi possiamo iscrivere, idealmente,
la croce nel rapporto aureo
della divina proporzione.

Possiamo dipingerla con colori leggeri,
prediligendo le aree di luce
fino a generare una trasformazione
con il nostro personale stile pittorico.

Senza subire passivamente gli spigoli,
possiamo provare a intervenire,
a sporcarci di colore,
a guardare il quadro anche da lontano,
ad affrontare con coraggio questa missione,
apparentemente inspiegabile,
che ci è stata affidata,
conferendo ad essa valore unico.

Il restyling della vera croce
comincia da te.

Sergio Bianco, Logogenesi.

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