Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Kokopelli. Immobilità e manifestazione dei segni.

Kokopelli

 

Kokopelli.
L’immobilità
e la manifestazione dei segni.

All’ultimo raggio di sole,
la mia preziosa compagna,
mi ha portato una pietra parlante
raccolta, al momento, sulla spiaggia.

I sassi di Camogli,
infatti, raccontano storie
per chi le sa inventare
e per chi ha il tempo di ascoltarle.

Questi sassi grigi,
levigati dal mare,
sono una galleria di arte contemporanea
sempre aperta al pubblico,
calpestata dai più,
e amata da una cerchia ristretta.

Questi sassi, a volte,
hanno cerchi bianchi impeccabili
nella nitidezza e nella geometria.

Altre volte, appaiono figure
dalla somiglianza imperfetta
o segni evocativi
che innescano
il meccanismo della fantasia.
Intorno ad essi,
si costruiscono racconti
veri o immaginati.

 

Kokopelli è una figura leggendaria
della tribù indiana dei Navajo.

Questa divinità preistorica
appare tracciata
nelle caverne abitative
e in diverse forme
di artigianato etnico
e arte primordiale.

Kokopelli
è una figura stilizzata
con schiena arcuata
colta mentre danza,
idealmente intorno a un fuoco,
suonando il suo flauto.

Kokopelli è simbolo della gioia,
e della fertilità poichè il flauto
può anche essere interpretato
come simbolo fallico.

Nella tradizione, Kokopelli
è un distributore di semi,
note musicali,
scintille verbali o vitali
che aprono le porte dell’inverno
verso la primavera.

Ci sono modi diversi di conoscere.

Il primo è girare il mondo
come fanno i grandi viaggiatori.

Il secondo
è stare essenzialmente fermi,
prestare attenzione
al caso sincronico,
pilastro immateriale
del metodo Logogenesi,
e aspettare che
nella spiaggia di Camogli,
si manifesti il segno.

Sergio Bianco #logogenesi

Un pensiero riguardo “Kokopelli. Immobilità e manifestazione dei segni.”

  1. Nicola Pisani ha detto:

    Onda poetica sulla spiaggia fa scoprire per caso la bellezza nascosta.

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