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Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

LEI è integra, senza elisioni. LEI non è L’AI.

 

 

LEI ha imparato
a dominare l’inquietudine,
quel tempo sospeso
nel quale nulla ti arriva per caso
e Godot,
per motivi risibili,
da qualche parte, se la gode.

LEI riesce a trovare
la retta parola,
la frase che combacia con la lingua
in modo divino, sensuale,
e rende memorabile
l’incipit della storia.

LEI ama partire all’alba
per avere il tempo
di ritrovare sé stessa.

LEI coglie i frutti
al momento giusto
proprio quando l’albero
decide il fatale distacco.

LEI conosce l’arte della lievitazione,
la passione di Raffaello per il pane
e il tempo che il Maestro ha dedicato
a dipingere la sua firma
in oro su nastro blu.

LEI è giovane e trepidante
al suo primo appuntamento d’amore.

LEI è paziente e serena,
luna piena di grazia,
nei mesi della gravidanza.

LEI è nella stazione
di un paesino del sud
dove i binari sono solo due:
uno per restare
e l’altro per andare via lontano.

LEI si addentra
nel dominio dei Simboli
e diventa ogni giorno più esperta
in matematica vettoriale,
ricerca del fulcro visivo,
immagine doppia
e simmetria infranta.

Lei si perde nel labirinto
per ritrovarsi al fine,
al principio primo.

LEI parte dall’UTOPIA
e, come un sipario che si apre,
inventa il motto d’Impresa
UT OPERA ITA DESIDERIA.

LEI sorvola i campi di grano
e corregge i messaggi imperfetti
di alcuni viaggiatori dello spazio
un pò distratti.

LEI armonizza
le frequenze dell’acqua
nel segno unico.

LEI pianifica strategie
mentre aspetta il suo turno
dal fruttivendolo del mercato.

LEI posteggia la bici
sulla punta del campanile.

LEI disegna la rosa
mentre è di turno in cucina
e fissa l’acqua che bolle
nella pentola della pasta.

LEI osserva l’albero cavo
e fa appuntamento con il sole
per ritrovarlo puntuale,
affacciato a quella feritoia.

LEI osserva,
oltre il cavo della mano,
il riflesso scuro del vetro
per capire cosa significa
TORNO SUBITO.

LEI vede il serbatoio bombato
nero-metal di una formica
e sente il rombo della Harley Davidson.

LEI ritiene che FOLLE
sia la marcia in più.

LEI viaggia
nel cassone posteriore dell’Ape
e osserva la vita contadina del futuro
come un film girato al contrario.

LEI forgia il futuro
dando acqua ai pomodori ancora verdi.

LEI si astiene dal comprare giochi
poiché i giochi li inventa.

LEI apre una noce a metà
e sale a bordo di quel guscio,
il galeone dei pirati.

LEI entra nel caveau
azzeccando !la!par0la!del!dis0rdine!?
25 lettere.

LEI si diverte a insinuare
che la capitale della Francia
sia Forlì.

LEI è un foglio bianco
circondato da pastelli in aria
colorati e frementi.

LEI legge Gadda e respira.
“Il gallo suscita l’alba
e la invita ad accedere
e ad elencare i gelsi…”

LEI legge Borges e si ispira.
“La lontananza eresse piramidi e torri”

LEI forgia,
immagina,
plasma,
gioca,
dipinge,
suona,
ascolta,
coltiva,
sceglie,
racconta.

LEI custodisce il segreto.

LEI non ha fretta
poiché trae energia
proprio dal suo opposto.

LEI conferisce sacro valore
al ritardo altrui.

LEI è integra, senza elisioni.

LEI non è L’AI.

LEI è femminile, singolare, unica.

 

 

LEI è l’Attesa.

 

Sergio Bianco #logogenesi

4 risposte

  1. Ci hanno insegnato
    a riempire ogni spazio,
    ogni silenzio,
    ogni istante.

    Eppure alcune delle cose
    più importanti della mia vita
    sono arrivate
    proprio quando
    ho lasciato spazio.

    Una domanda
    senza risposta immediata.
    Un respiro
    prima di parlare.
    Un pensiero
    lasciato libero
    di trovare
    una strada diversa.

    Forse abbiamo confuso
    troppo spesso
    il vuoto con l’assenza.

    Il vuoto
    può essere grembo.

    E ciò che sembra fermo
    può essere
    già profondamente
    in movimento.

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