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Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Miles Davis: il fiato sospeso e l’evocazione dell’assenza.

 

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Se è vero che l’aria è vita,
restare senza fiato è meraviglia.

Ho sempre osservato, con incanto,
le forme bizzarre delle nubi
che, nell’aria,
primo elemento insieme ad acqua, terra e fuoco,
compongono e scompongono
figure mutevoli.

Nell’anno 2006,
per il calendario Merula,
ho dipinto una tromba composta da nuvole
che si stagliano nel cielo azzurro.
Titolo dell’opera: il fiato sospeso.

Torniamo indietro di vent’anni.

Una foto memorabile
scattata da Irving Penn nell’anno 1986,
ritrae la mano di Miles Davis.

La mitica tromba si percepisce
in modo netto e universale,
senza necessità di apparire.

È una foto di grande impatto
simbologico ed emozionale.

La foto dimostra che,
per far comprendere le cose,
non è necessario rappresentarle
in modo banale
ma semplicemente evocarle.

Il pubblico non va sottovalutato.
Merita di più.
Il pubblico capisce
e, se non capisce all’istante, capirà.

Il pubblico matura e cresce
quando il messaggio è intelligente.

Anno 1956,
Se scrivo che Miles,
illuminato dal lucernaio,
suona la tromba
nella tromba delle scale,
il pubblico salirà,
con l’ascensore dell’immaginazione,
oltre il piano terra,
quel piano a coda di sirena
sul quale suona Bill Evans.
In quel concerto memorabile,
impregnato di odori,
in quella sincronica sinfonia
per un manipolo di inquilini
e una portinaia ficcanaso,
Miles Davis,
tecnico unico del proprio SONOS,
crea la dissolvenza sonora
e regola il volume del suo strumento
scendendo o salendo scalini,
scivolando, come una nonna bambina,
sul corrimano di legno
e accarezzando con lo sguardo
le pareti sbeccate del pianerottolo
impregnate di tristezza,
un certo non so ché di azzurro,
il colore dell’anima.

Se la storia ti colpisce,
ne parlerai.
Il passaparola
funziona con maggior efficacia
nella diffusione dei messaggi ingegnosi,
messaggi che racchiudono
il codice del segreto e del racconto.

Logogenesi ha grande rispetto
riguardo all’intelligenza delle persone
e alla crescita evolutiva dell’individuo.

Il metodo Logogenesi crea Simboli
forgiati grazie all’allineamento di dodici codici.

La costruzione del logo
è riservata a pochi esperti.
Invece, la percezione positiva del logo
è una reazione universale e ancestrale
presente nella mente e nel cuore di tutti.

In conclusione,
fantasticando sulla mano di Miles Davis,
può capitare che un art director ottuso
ritenga indispensabile
inserire nell’immagine in questione
una tromba tratteggiata, ad esempio,
perché pensa che, altrimenti,
il pubblico non sia in grado di comprendere.

Ebbene, in questo caso,
é lui, travestito da esperto,
l’ottuso responsabile
del decadimento culturale.
È lui che impedisce
alla Bellezza di manifestarsi.
È lui la persona che non capisce
e non certo il pubblico.

Sergio Bianco #logogenesi

 

Dedicato a Adriana, classe 1926,
che amava scivolare, da un piano all’altro,
sul corrimano di casa.
Evocazione dell’assenza.

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