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Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Olivetti, Pintori e il giallo della rapa

 

 

Il giallo della rapa non è un thrilling
carico di suspence
ma un principio Logogenesi
che riguarda il colore.
Nella progettazione del marchio
creato in virtù del metodo Logogenesi,
il colore giallo non è consentito.
Mi riferisco al giallo
ottenuto in quadricromia
con queste percentuali:
C0 M0 Y100 K0.

Infatti, quando il Logo
è riprodotto su fondo bianco,
il giallo Y100
si perde nel candore della pagina.
Si infrange, così, il codice della chiarezza
con il paradosso del “troppo chiaro”.
Occorre quindi rinforzare leggermente il giallo
con una percentuale di Magenta
almeno pari al 20%.
C0 M20 Y100 K0
è la percentuale consigliata.
Il questo modo
il tratto grafico del Logo
sarà perfettamente visibile
sia in positivo che in negativo.
Il messaggio emotivo del colore solare,
senza sfociare nell’arancio,
resterà integro
grazie ad un accorgimento tecnico
semplice, opportuno e risolutore.

Torniamo al giallo della rapa.

Adriano Olivetti
è il tipo di imprenditore illuminato
che Logogenesi sogna di incontrare.
Oltre al successo commerciale
e al prestigio nel mondo
della sua impresa modello,
Olivetti ha trattato con rispetto
le proprie maestranze
curando l’aspetto umano
e le necessità delle persone.
Ha costruito asili per i figli delle lavoratrici
mostrando una visione olistica
improntata sulla generosità.
Ha aperto le porte della comunicazione
ad artisti di valore assoluto
ancor prima che diventassero tali.
Ecco, ad esempio, alcuni nomi:
Marcello Dudovich, Bruno Munari,
Costantino Nivola, Jean Michel Folon,
Ferdinando Botero, Ennio Morlotti,
Carlo Scarpa. Gae Aulenti,
Milton Glaser e molti altri…

Tra questi artisti risalta Giovanni Pintori
che collabora con Olivetti
dal 1936 al 1967.
L’opera di Pintori
è stata di recente esposta
al Museo di Chiasso,
e al Museo d’arte della Provincia di Nuoro,
terra d’origine dell’artista sardo.
I progetti di Pintori, realizzati per Olivetti,
rivelano stile, continuità, ingegno,
rigore grafico ed un collegamento
essenziale e puntuale
con la meccanica della macchina da scrivere
evocato da un tratto
che sembra racchiudere,
oltre alle forme di design industriale,
il suono scattante dei tasti.

 

 

Riguardo all’opera di Pintori,
l’unica pecca che riscontro
si ricollega a quanto ho scritto
all’inizio di questo articolo.
Pintori utilizza generalmente
il giallo puro 100% su fondo bianco.
Ad esempio la cover del libro
“Giovanni Pintori, pubblicità come arte”
Silvana Editoriale,
mostra un diramarsi di frecce colorate
su fondo bianco
espresse in quadricromia
con queste percentuali:
nero K100
blu C100
magenta M100
verde Y100 C100
e giallo Y100.
Il tratto giallo, su fondo bianco si perde.
Il giallo “attenuante”
può essere voluto, utile e piacevole
se, nel contesto della pagina,
si vuole alleggerire visivamente un particolare
per far emergere il resto.
Diversamente,
se ogni segno deve mantenere
il proprio peso
e la propria importanza
(così come deve avvenire nel Logo),
il discorso è diverso.
Infatti, la stessa cover del libro di Pintori,
con giallo rinforzato,
diventerebbe impeccabile,
almeno secondo me.

L’immagine che introduce questo articolo
mostra il manifesto della macchina da scrivere
Raphael Olivetti.
A dimostrazione di quanto affermo
il giallo si perde ed emerge la RAPA.
Rafforzando il giallo
si leggerebbe RAPHAEL
senza alcun dubbio.
Semplice.

Uno degli aspetti interessanti di Logogenesi
è l’analisi critica, imparziale,
obiettiva, inconfutabile.
Un vero e proprio check-up
realizzato alla luce dei dodici codici.
Si prende in esame un logo esistente,
le linee discendenti o ascendenti,
il fulcro visivo,
l’equilibrio dei pieni e dei vuoti,
la riproducibilità degli spessori più fini,
l’aspetto emotivo e matematico del segno.
Come ripeto è un’analisi oggettiva,
nulla di personale.

Ho scritto tre articoli
analizzando il Lettering nell’opera di Raffaello.
Stiamo parlando di un genio della pittura.
Eppure, nella visione Logogenesi,
la distanza tra le lettere
e altri particolari sono perfettibili.
Stessa cosa vale per il posizionamento del Lettering
rispetto alla composizione di alcuni dipinti.
La critica su opere del passato
è puro allenamento,
ginnastica mentale per esercitare l’occhio,
la capacità di osservazione attiva.
Si suggerisce il miglioramento
senza avere nessuna intenzione
di cambiare quel manifesto o quel quadro.
L’opera di Pintori non si tocca.
Raffaello e la sua opera restano tali
anche se sono certo
che se Raffaello in persona, per pura magìa,
avesse potuto ascoltare queste indicazioni
in corso d’opera,
le avrebbe accolte
con entusiasmo e gratitudine.

Diversamente, tornando ai nostri tempi,
dopo il check-up del logo,
l’obiettivo è proprio cambiarlo,
generare l’opportuna evoluzione
consapevole del fatto che,
mantenendo la riconoscibilità dell’impresa
ed eliminando i fattori depotenzianti,
l’impresa si potrà esprimere
nel pieno delle proprie capacità.

In conclusione invito tutti
ad approfondire e studiare
l’opera geniale di Giovanni Pintori.

Invito tutti a farvi coinvolgere e rapire
dai capolavori del passato
mantenendo, tuttavia, l’occhio vigile,
senza lasciarsi intrappolare
dalla sacralità dei Musei
o dalla nomea di artisti famosi.

E infine invito le Imprese
a confrontarsi con un salutare Logo Check-up.
Scoprirete se il vostro Logo è in perfetta salute,
se è un socio in affari affidabile
oppure se è una vera testa di rapa,
un socio maldestro
che lavora contro gli interessi dell’Impresa.

In questo caso il giallo della rapa
non è uno scherzo,
la trovata per un incipit memorabile,
ma è un problema serio
dal quale dipende il futuro
della tua Impresa.

Sergio Banco #logogenesi

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