
“Eccoti la prima lezione, piede scalzo:
le parole sono il cane che hai in casa,
i disegni dei tatuaggi
sono il lupo che incontri nel bosco.
Non siamo noi a dominare i simboli,
sono loro a muovere la nostra vita”.
Queste sono parole di Nicolai Lilin,
tratte dal libro “Storie sulla pelle”.
Eccoti invece il mio pensiero,
ginocchio sbucciato
con le cicatrici degli eroi.
Il caso sincronico
orienta la nostra vita,
se lo sai decifrare;
Simboli e Nomi
forgiano il nostro destino.
Il lupo che incontri nel bosco,
se per te è così importante
lo imprimerai nella memoria
con visione eterna;
oppure diventerà il cuore
del tuo simbolo unico e distintivo
che non deve contaminare,
MAI
la purezza del tempio:
il tuo corpo.
A differenza
delle matrici-sorgente
utili alla perfetta
riproduzione del segno,
la pelle non è acciaio:
raggrinzisce,
perde luminosità
e il tuo lupo
diventerà pecora nera,
topo di fogna,
vena varicosa,
tratto decomposto.
L’inchiostro
è veleno sottocutaneo.
Il tempio è sacro:
non lo dimenticare.
Lo stesso Nicolai Lilin
nel film Educazione Siberiana
dice queste parole attraverso la voce
di Nonno Kuzja,
capo del clan criminale siberiano:
“È folle volere troppo:
un uomo non può possedere
più di quello
che il suo cuore può amare.”
Ecco, ginocchio sbucciato
con le cicatrici degli eroi,
riguardo a questa ultima parte,
la mia risposta
è una parola di 4 lettere:
VERO.
2 risposte
Come il clima riflette l’intenzione della Natura, così il simbolo, nel bene e nel male, rispecchia l’intenzione di chi lo diffonde.
Nell’anima di chi incontri
puoi imprimere il simbolo più potente.