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Scritti di Sergio Bianco nel dominio dei Simboli.

Simbologia contadina dell’albero maestro

 

radici-albero-logogenesi

 

Nel cielo sereno,
l’altra notte,
è apparsa la luna piena.

Nei giorni precedenti,
tempo di luna calante,
ho passato diverse ore
sugli alberi,
a fare lavori da contadino,
a dipingere i quadri della camicia
con pennelli di sole
e a scrivere articoli su Logogenesi.

Gli alberi
sono il punto di unione
tra la terra e il cielo.
Sono i messaggeri dei gabbiani
che vogliono capirne di più
e chiedono alle formiche
cosa ci sia lì sotto,
in quella densità insorvolabile.

Le radici affondano
e arrivano con i loro intrecci
fino a distanze impensabili
per le persone superficiali.

I rami sono simili a mani
e le mani sono simili
a celesti volieri
che comunicano
attraverso il vento.

Oggi scrivo di radici
e di grandi alberi:
la dimensione kaurica
è un saggio
che può attendere la pubblicazione
anche cinquantamila anni.

Comprendere un albero con le mani.
Riposare alle sue radici.
Salire sui rami forti.
Costruire il rifugio tra le sue braccia.
Scoprire il codice della matematica
nella nervatura di una foglia.
Accarezzare il tronco
con gesti di falegname esperto.
L’albero Maestro svetta
per navigare lontano.
L’albero maestro si erge
per comprendere la saggezza
di viaggiare da fermo.

Tra porto sicuro e mare aperto,
sulla nave scuola della vita,
si persevera
salendo sull’albero maestro
per scoprire l’orizzonte
più profondo e inesplorato:
il nostro cuore.

Nel Simbolo che oggi presento,
l’idea di albero
è inserita
nella perfezione del cerchio.

Radici profonde
e vettore che, dalla base,
punta verso il cielo,
dal negativo al positivo.
La parte superiore del simbolo
è aperta, senza confine.

Il tronco presenta
le scanalature tipiche
della colonna del tempio.

Contemplare
significa far entrare bellezza
nel tempio interiore.

Il tempio è qui,
tra una tempia e l’altra,
nel perfetto equilibrio
tra universo maschile e femminile.
Rimani sveglio, chiudi gli occhi
e immagina alberibelli.

Sergio Bianco, Artigiano del Simbolo

 

 

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