
Andare o essere in onda?
Siamo in ospedale.
Lui è un minuto dottore
che ha passato le ore della notte
ad operare a cuore aperto.
All’alba
si concede una tazza di the
racchiudendola tra tiepide mani.
Il suo occhio,
come un faro,
illumina le onde fumanti
che si infrangono
su scogli di porcellana.
A questo punto
potrei parlare
del custode dell’angelo,
libro perdibilissimo
dal quale ho estratto
questi versi poetici.
Oppure potrei parlare di questo faro,
dell’anima gruppo di falegnami pionieri
e del manuale di immagine coordinata
creato in virtù
dei codici della Logogenesi.
Invece scelgo di restare concentrato
sulle tre parole chiave dell’introduzione:
minuto, ore, cuore.
Adesso,
se volete compiere una magia,
ovunque vi troviate
in questa giornata invernale,
per alcuni difficile
ma ricolma di fiducia,
spegnete lo schermo piatto
e scegliete di andare in onda
o, meglio ancora,
di essere in onda.
Sergio Bianco #logogenesi
Una risposta
Essere in onda
è presenza che vibra.