
Esco dal Notaio.
Con profonda emozione
ho appena firmato l’atto
per l’acquisto di un capolavoro
creato da Madre Natura:
una foglia.
Non si tratta
di una foglia in oro zecchino,
forgiata in una bottega
del Rinascimento.
Sembra che l’oro dell’autunno
valga di più.
È proprio una foglia vera,
viva e vegeta.
Il Notaio
mi ha spiegato,
con la gentilezza dei saggi,
che la foglia,
oltre ad essere
una mappa del microcosmo,
è una creatura delicata,
sensibile alla luce,
al fatale distacco
e alle emozioni del cuore.
Mi ha suggerito quindi
di comprendere nell’acquisto,
anche altre foglie,
inseparabili compagne di viaggio
e naturalmente anche il vento
che le fa vibrare.
A quel punto,
mi sono reso conto
che l’Albero Maestro
è fondamentale
in quell’eco-sistema
di amichevole complicità
e mirabile bellezza.
Le sue radici sono collegate
al cuore della terra.
L’albero gode
il solletico delle formiche
ed è connesso al cielo
grazie ai celesti volieri
che si posano sui suoi rami
anche per un solo
e ritemprante minuto;
raccontano storie di viaggio,
fanno il punto sul navigatore celeste
e procedono oltre.
Il Notaio abbassa gli occhialini.
L’espressione del suo viso
vale più di mille parole:
“Anche l’Albero Maestro
è una creatura sensibile…”
Comprendo tutto.
Ora ho un mare di alberi da abbracciare,
fratelli affidabili
nella loro illusoria stabilità.
A turno,
accoglieranno la mia amaca
ed io, in quell’equilibrio di Natura,
scriverò racconti come questo.
Come Artigiano del Simbolo
creerò marchi d’Impresa
in virtù dei codici Logogenesi.
Sarò impeccabile
in pensieri, parole, opere e missione.
Nella più attenta cura,
proteggerò i Simboli veri
e metterò a nudo
i segni depotenzianti
che infestano il pianeta.
Dondolo e oscillo
con amore e conoscenza
fino al tramonto del sole,
quando il taccuino si fa scuro
e il cielo diventa
una tavola smeraldina
trapuntata di stelle.
Da qui, il mare mi domina.
Benvenuto nel Golfo dei Poeti.
Sergio Bianco #logogenesi
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Leggendo mi sono chiesto:
dove termina
quella foglia?
Nel suo bordo?
Nel ramo che la sostiene?
Nell’albero?
Nelle radici
che cercano acqua?
Nella terra che le accoglie?
Nel sole
che le dona energia?
Nel vento
che la fa danzare?
Più provo
a trovare un confine
e più quel confine
si allontana.
Forse accade qualcosa
di simile anche a noi.
Pensiamo di essere
individui separati,
poi basta osservare
ciò che ci tiene vivi
per scoprire
quante relazioni
partecipano
al nostro esistere.
Un incontro, una parola,
un gesto, un respiro,
perfino
qualcuno passato
nella nostra vita
per pochi istanti
può diventare parte
di ciò che siamo.
Allora quell’atto notarile
diventa curioso:
parti per acquistare
una foglia e,
seguendo
tutte le sue connessioni,
rischi di ritrovarti
proprietario dell’Universo.
O forse accade
esattamente il contrario:
scopri che è l’Universo
ad avere accolto te.
È un atto rivoluzionario e inutile. I cigni non sono mai andati dal notaio eppure quel lago è il loro.