28 Settembre 2018 - Dal 1° ottobre 2017, scritti quotidiani di Sergio Bianco.

Morte e a-mors. Il Metodo Logogenesi e la visione eterna.

 

essere-soli

 

Il Simbolo Yin-Yang rappresenta, in modo mirabile,
i fenomeni della vita e oltre.

È un cerchio equamente diviso tra bianco e nero:
nello spazio nero, c’è un punto bianco
equilibrato perfettamente da un punto nero
inserito nello spazio bianco.

Sembra di ascoltare “Emozioni”
di Mogol-Battisti:
” e sdraiarsi felici sopra l’erba
ad ascoltare un sottile dispiacere”.
Lo spazio bianco, in questo senso,
si mette in ascolto del punto nero.

Positivo e negativo si compenetrano
come tutte le forze aggregatrici
e disgregatrici presenti in Natura.

Nel Simbolo Yin-Yang
è racchiuso quindi il mistero
e il segreto della morte.
L’amore, a-mors, assenza di morte,
è il suo contrario,
come una spirale
che gira in senso antiorario,
verso la crescita, lo sviluppo e la vita.

Il dolore che la morte provoca,
e anche il doveroso rispetto temporale del lutto,
si contrappone, in alcuni casi,
alla sua spietata utilità,
che si manifesta quando la morte
genera forze fresche,
nuova energia,
nuovi cicli naturali e fisiologici
e crea i germogli alchemici della viriditas.

Mi piace pensare che, tra nero e bianco,
esista la necessità di essere soli.
Soli splendenti.
Soli prima di essere con altri
e poi, soltanto poi, con tutto  e con tutti.
(uni-verso)

Il capolavoro della vita, unica e irripetibile
può essere compiuto tenendo ben presente
il fattore tempo,
questa variabile sconosciuta
entro la quale occorre agire con determinazione.

La clessidra viene girata alla nostra nascita
e, per fortuna,
è una clessidra di vetro NON trasparente:
un vetro a specchio che non consente di vedere
la sabbia vitale ancora disponibile.

In questa incertezza
e in questo equilibrio di granelli sospesi,
è racchiusa la bellezza di ogni semplice gesto.

Logogenesi, se non tenesse conto della morte,
del limite, del fine e della fine,
sarebbe un Metodo effimero e inutile.
Il marchio d’Impresa è un segno che va oltre la vita:
la visione eterna è la nostra salvezza.

Ti amerò per sempre.

Sarò sempre con te.

Come potrebbe essere diverso da così?
Il cielo stellato
ci mostra microscopici e impotenti
di fronte alla vastità.

Ci mostra microscopici
finché non capovolgiamo il cannocchiale
e lo puntiamo sull’universo interiore,
altrettanto vasto, profondo e misterioso.

Microcosmo e macrocosmo
si manifestano in modo analogo.

La morte è connessa alla vita
e la vita è connessa alla luce.
La morte , quindi,
potrebbe anche non fare male,
se riusciamo a comprenderla
con l’amore (a-mors) e a connetterla,
nei piccoli e semplici gesti di ogni giorno,
con lo splendore della luce.

 

Sergio Bianco
Scritto il 25 settembre 2018
nella spiaggia di Camogli,
prima di tuffarmi in mare
in una splendida giornata di sole…

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